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Commento al libro di Allen Carr :
"E' facile smettere di fumare se si sa come fare"
di A.C.F.

Abbiamo ricevuto questa lettera dalla nostra lettrice A.C. di cui abbiamo già pubblicato la storia personale nei confronti del fumo e ve la vogliamo proporre in versione integrale lasciando a Voi le riflessioni che riterrete opportune e le eventuali considerazioni che,se ci saranno inviate, saremo felici di pubblicare.

“E’ facile smettere di fumare “( dice Allen Carr”)

Non è certo un libello e lo ammetto!Potrei arricchire il mio ininfluente giudizio dicendo che
tutto quanto scritto dall’autore è molto interessante. Non posso esimermi dal rispettare chi ha sofferto per arrivare a distruggere quel che lui chiama“ il mostro” e far finta che il contenuto del libro mi sia scivolato addosso.
L’iter vitae di Allen Carr post tabagismo è di una sorprendente e accattivante voglia di imitazione se non fosse per un non trascurabile particolare: la forza di dire basta! La maledetta forza di volontà!!
Sembrerebbe facile. Non è cosi ed anche Lui ha sofferto terribilmente!
Come altri ha ascoltato con vigore fisico e mentale quel che temeva e non quel che il suo corpo e la sua mente conosceva.
L’iniziazione al fumo per ognuno di noi è quasi sempre incontrollabile dal momento che prima di mettere in bocca la sigaretta sei in uno stato di limbo. Il cervello ed il tuo corpo non hanno ancora registrato il dolore fisico e psicologico derivante da questa dipendenza.
Va anche detto che non vedremo mai alcun individuo iniziare a fumare la sigaretta offertagli da un moribondo! Qui i “ neuroni specchio “sono furbissimi!
Si è attratti dal fumo e dalla droga per infrangere regole di proibizionismo che in tenera età eccitano a tal punto da sfidare te stesso per dimostrare agli altri la tua assoluta padronanza psicologica. Me stessa ed i miei numerosi amici coetanei ne siamo una prova. Fumatori doc.
Accade di accettare la stampella del tabagismo quando da adulto hai momenti di stress e ti illudi(forse) di trarne giovamento. Anche se già ti hanno bombardato di informazioni sulla dipendenza arrivi anche oltre i limiti per provare la tua libertà. Il tuo cervello mette in atto una sorta di difesa elaborando la più convincente delle teorie riguardo ai danni procurati dal fumo:“E’ il più probabile futuro della mia salute, ma non è il solo ed unico”! Pace fatta con la coscienza! Ma i risultati scientifici attuali devono assolutamente far riflettere! Potrebbe bastare?In teoria si ma non è così!
Non desidero fare l’apologia di reato ma mi piace citare alcune battute di autori comici come Kad&Olivier .
Alcuni esempi: “ Prima di passare al sigaro Bill Clinton fumava sigarette,meglio se non avesse mai smesso”oppure: “ Era un ragazzo tranquillo, poi un giorno ha smesso di fumare. Il suo nome è Hulk. Fa riflettere”!
“A tavola siete ridicoli. Nonostante la perseveranza e la tenacia, vi restano sempre alcuni riflessi da ex fumatore: dopo aver mangiato una fragola cercate di spegnerla nel posacenere. E’ chiaro le sigarette vi mancano”
“Vi siete appena fatti rapire da alcuni terroristi molto nervosi perché si sono dimenticati di comperare le sigarette” etc. etc.
“Dai fumatori si può imparare la tolleranza. Mai un fumatore si è lamentato di un non fumatore”

A questo punto desidero scusarmi per la sfacciata chiarezza.
Allen Carr scrive il suo libro con una foga elettrizzante: in alcuni tratti quasi evangelizzante.
Il suo impeto è travolgente ma ho avuto la sensazione leggendolo di avere innanzi una persona che voglia salvare il mondo dal tabagismo quasi non credesse ancora al miracolo di esserne uscito miracolosamente.
Occorre precisare che chi leggerà il libro è evidentemente motivato a smettere di fumare: come me. Occorre però fare i conti con l’oste!
La dipendenza da qualsiasi mostro sia alcol fumo o cibo è, secondo la mia esperienza, strettamente correlata al solo bisogno di autodistruzione. Chi sostiene che il fumo aiuti a superare momenti di stress è in perfetta contraddizione. Sai bene che fa male e che ti procurerà tosse, mal di stomaco, il cancro ai polmoni . Vale per l’alcol ed anche per il cibo. Sai bene che se aumenti la dose consentita avrai ripercussioni. Ma continui. Fin qui tutto già scritto, detto e visto.
Entra in gioco il medico al quale noi peccatori ci rivolgiamo con solerzia all’insorgere dei nostri problemi di salute. Ci presentiamo preparati (malades du petit papier) bugiardi ed arroganti fino al punto da non consentire a chi ci ha preso in cura una veloce diagnosi. Questa è una gran libidine ed una sorta di rivincita idiota che deve assolutamente pareggiare con la nostra sofferenza .Il tutto naturalmente, pagando. Non ti accorgi però che il medico sfodera il più calmo dei sorrisi: quello del giocatore di poker che vede il bluff!
Nella cultura mitologica greca ogni mortale che si fosse presentato al cospetto di Zeus, interrogato sul suo stato di salute, sapeva che mai avrebbe dovuto offendere dio informandolo del proprio benessere. Zeus l’avrebbe stramaledetto. Solo lui in quanto divinità poteva vantare il beneficio fisico e morale. Questa menzogna conferiva all’uomo il salvavita terrestre. Forse da ciò deriva la sottile perfidia verso i medici quando li invochiamo in nostro aiuto.
Ma non divago su leggende.
Circa due anni fa mio marito venne ricoverato al l’osp.di Niguarda poiché sulle sue mani comparvero macchie bluastre accompagnate da perdite di sangue dal naso. Diagnosi: piastrinopenia.
Cura di cortisone e conseguente diabete indotto. Tre mesi prima aveva cessato di fumare ( dopo 55 anni di tabagismo) le sue trenta e più sigarette al giorno. Chiesi a tre ematologi se potesse esserci qualche relazione. Dei tre ematologi intervistati due risposero “ forse”!
Dopo una lunga cura e l’asportazione della milza ora sta meglio ed ha ripreso a fumare, naturalmente! Venni a sapere dopo varie interviste ad amici e parenti che anche altri, che avevano smesso di fumare, accusavano forti disturbi al metabolismo, valori sballati alle transaminasi ed alcuni casi di piastrinopenia.
Per fortuna l’allora Ministro della salute Dr. Sirchia ora non siede più su quella poltrona.
La domanda che avrei fatto a codesto Signore è la seguente: “ Ben accettando le regole discriminanti tra fumatori e non, perché non informare gli ex fumatori “ strong” sulle conseguenze arrecate al metabolismo per chi smette repentinamente? “ I presidi medici per convincerci a disintossicarci si sono preoccupati solo dell’aspetto psicologico! Campagna antifumo condotta in modo irresponsabile. Ma non è bene si sappia perché i potenziali non fumatori potrebbero ripensarci.
Ciò detto, ritorno alla dipendenza.
I miei problemi di mal di vivere credo di poterli condividere con un’infinità di persone che popolano il nostro pianeta. So di non essere originale. Lo stesso autore de” Il cervello anarchico “
(prof. Enzo Soresi) spiega come in età puberale abbia sofferto per la sua statura,come abbia subìto la maniacale pulizia della madre e come abbia lottato per le prevaricazioni istituzionali politiche all’interno della struttura in cui lavorava. La costanza e la forza di continuare nel suo percorso professionale ed i meriti acquisiti in lunghi e faticosi anni di lavoro lo hanno gratificato.I soddi- sfacenti e meritati affetti hanno arricchito il senso della sua vita.
Si sarebbe portati ad invidiarlo, ma con un po’ di irrispettosa provocazione vorrei chiedergli se
ancora oggi è supportato dalla stessa forza e volontà e se ritiene che la ragione dei problemi sia sempre la soluzione degli stessi!
Ad una certa età le memorie del sottosuolo come diceva un grande scrittore russo emergono in modo prepotente ed anche lui aveva un ottimo compagno di viaggio: l’alcol. Ciò non toglie il suo valore letterario ed umano.
Va detto comunque che l’onestà intellettuale dovrebbe spingere l’uomo sapiens a diventare sempre più consapevole di quanto la scienza possa offrirgli, già oggi, in termini di bagaglio preventivo, a miglioramento della propria qualità di vita. Apprezzare un tramonto, godere del sorriso dei nipoti,
poter esercitare i propri hobbies per molto tempo ed in buona salute è un gran indiscusso valore!
Conscia fumatrice autolesionista da ca. 40 anni ( ho iniziato alle scuole medie) mi sto facendo traghettare sulla sponda dei non fumatori da un medico paziente.
Ho letto il suo libro “Il cervello anarchico”che ho trovato disarmante per quanto concerne le informazioni medico-sanitarie nell’ospedale dove ha esercitato.
Il coraggio di esporle pubblicamente è lodevole.
La capacità ed il valore professionale sono fuori dubbio.
Mi sono ritrovata specularmene coinvolta in molti casi citati ( La signora che sveniva al solo sentire il rumore delle chiavi nella serratura di casa ne è un esempio )
A lui vorrei dire grazie per aver dato una vita il più possibile serena ad una mia cara amica che anni fa subì un trauma psicofisico talmente grande da far andare in tilt le NK.
Uno stupro sotto casa. Da lì il suo corpo fu aggredito dal cancro. E’ viva a distanza di anni.
Forse la sua accanita onestà professionale in reparto di anatomia patologica, sezionando ed analizzando polmoni di cadaveri, lo ha portato a cercare di salvare il più possibile vite umane.
Dieci anni fa sempre nello stesso Ospedale di Niguarda mi rivolsi ad un chirurgo della mano appena trasferitosi dall’ospedale di Legnano. Accusavo dolori ai polsi. Dopo essere stata visitata mi ha subito suggerito l’intervento alle mani. Diagnosi tunnel carpale. Il medico di base mi fece notare che una diagnosi così affrettata poteva essere convalidata solo dopo avere eseguito un’elettromiografia. La eseguii in un altro ospedale e mi refertarono esito assolutamente opposto. Le mie mani non hanno mai subito l’intervento sollecitato da quel medico che mi auguro abbia smesso di esercitare. Dormivo prevalentemente prona e le mani erano coperte dal mio corpo. Ora ho cambiato posizione e non ho più il formicolio e dolore che accusavo precedentemente. Era il periodo in cui gli interventi al tunnel carpale impazzavano.
Sto fotografando le due facce della medaglia!
Il rispetto verso l’ammalato, anche se questo borderline, schizofrenico, ipocondriaco è sacrosanto!
Approfondire oggi la conoscenza del paziente, in quanto essere umano e portatore di mente, aiuta la scienza a destreggiarsi su percorsi di medicina ufficiale e complementare. Trovare la strada giusta per ogni paziente è come costruirgli addosso un abito fatto su misura.
Lo zelo e la professionalità non abita in tutti i medici e questo è un dato oggettivo.
Trovare medici coscienziosi per noi pazienti è come vincere al bingoo! Si scatena subito un tamtam tra amici e parenti.
In questo particolare momento della mia vita in cui ho deciso di smettere di fumare ( per motivi di salute)sono aiutata da chi ,oltre all’ onestà professionale ha il dono di creare una forte empatia con il paziente.
Vivo però in una situazione di dicotomia frustrante.
Mi rendo conto di autodistruggermi con questo maledetto tabagismo, arrivo anche a terminare il libro di Allen Carr continuando a fumare. E lui, il mio angelo Caronte sta aspettando di traghettare la mia “ Psyche” sulla riva dei non fumatori. Mi sento in colpa per questa sua paziente attesa. Come se stessi deludendo le sue aspettative. Mi arrabbio e a volte vorrei cancellare tutto il film della mia vita. Riviverla nuovamente facendo tesoro delle ansie inutili, dei percorsi sbagliati, degli affetti mal gestiti e mal restituiti, di quelli mancati, della mia dipendenza dal “mostro”.
Che fatica!! Oggi però ho fumato molto meno del solito! Non ho mal di testa.
Che succede? Non voglio illudermi! L’intenzione di smettere è sempre dannatamente presente.
Le mie considerazioni critiche sul libro di Allen Carr suonano esattamente come le parole della volpe all’uva: “nondum matura est nolo acerbam sumere”. Allen hai stramaledettamente ragione e presto voglio dirtelo personalmente con in mano lo scalpo della mia ultima sigaretta!
Mi congratulerò anche con il mio cervello con il quale il mio corpo sta lavorando faticosamente ed intensamente!

A.C.F.

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